Liberarsi dal senso di colpa: la storia di F.

Liberarsi dai sensi di colpa è possibile, se lo vuoi davvero.
A volte la paura non urla: sussurra.

Ti fa rimanere dove non vuoi stare, ti convince che sia meglio poco che niente, ti fa credere che la libertà sia troppo cara per potersela permettere.

F. è arrivata da me con la voce sottile e lo sguardo acceso di chi vuole cambiare, ma non sa ancora da dove cominciare.

Mi ha raccontato della paura dei rettili, il motivo che l’aveva spinta a cercare una sessione.

Ma quella paura, come spesso accade, era un simbolo: i rettili rappresentano l’istinto primordiale, la forza vitale che scorre sotto la pelle, la capacità di rinnovarsi e cambiare forma.

 

Averne paura significava temere proprio questo: la possibilità di cambiare pelle, di lasciare andare ciò che non serve più, di rinascere diversa.

In fondo, guarire è anche questo: imparare a non spaventarsi della propria evoluzione e liberarsi dal senso di colpa.

Il suo matrimonio era in bilico, la stanchezza l’aveva svuotata.

 

Si sentiva invisibile, come se il suo valore dipendesse solo da quanto dava agli altri.

Crocerossina instancabile, pronta a curare, sostenere, capire ma incapace di ricevere.

Alle spalle un’infanzia difficile: genitori in perenne conflitto, urla, violenza, incoerenza, una madre depressa e rigida, un padre passivo e indifferente.

Nel suo corpo quell’ambiente era rimasto come una memoria impressa: rabbia repressa, ansia da prestazione, bisogno di controllo, senso di colpa e impotenza.

Liberarsi dal senso di colpa

Liberarsi dal senso di colpa: le sessioni

Durante la prima sessione, è emersa una convinzione antica: “Non mi amo”

Non riusciva a vedersi nell’utero materno, come se non avesse mai sentito di avere un posto sicuro nel mondo.

Abbiamo lavorato sul radicamento, sulla presenza, sull’amore per sé.

Ha iniziato a percepire una pace nuova, come se potesse, finalmente, restare nel proprio corpo.

 

Nella seconda sessione qualcosa si è mosso in profondità: ha iniziato a mettere confini, a riconoscere che non poteva più farsi carico di tutto e di tutti.

È affiorata la paura delle responsabilità, e con essa il bisogno di sentirsi considerata, vista, riconosciuta.

Abbiamo sciolto la convinzione “Non sono considerata”  e lavorato su “Ho paura delle responsabilità”.

Alla fine, il viso era più disteso, il respiro più profondo, e la sua energia, molto più viva.

Per la prima volta mi ha detto: “Mi sento in grado di prendermi cura di me”.

L’integrazione

La terza sessione è stata di integrazione e silenzio.

Dopo giorni di introspezione, ha iniziato a notare un cambiamento: il marito era più dolce, più presente.

Il suo riflesso stava cambiando perché lei stava cambiando, come uno specchio.

Abbiamo lavorato su “Ho paura di restare da sola” e “Ho paura di essere amata”.

Alla fine della sessione, si sentiva stanca ma leggera: una stanchezza buona, quella che arriva quando smetti di resistere.

Era a un passo dal liberarsi dal senso di colpa.

 

Durante la quarta sessione, è emerso il nodo dell’accontentarsi.

Frasi come “Mi devo accontentare di quello che ho”, “Se chiedo troppo, perdo tutto” avevano guidato per anni le sue scelte.

Le abbiamo trasformate una per una.

Alla fine, mi ha detto: “Sento che posso chiedere, e che non per questo perderò l’amore”.

Un nuovo spazio di dignità e desiderio si era aperto.

Il cambiamento

La quinta sessione ha chiuso il cerchio: la paura dei rettili era quasi scomparsa.

Abbiamo lavorato su “Ho paura del giudizio”, e anche quella, dopo pochi minuti, si è sciolta.

Nel suo corpo non c’era più contrazione, ma un’espansione naturale.

La voce era più ferma, più profonda.

Lo sguardo, libero.

Liberarsi dal senso di colpa è possibile, se sei disposto a entrare in profondità.

F. oggi non vive più per accontentare.

Ha imparato a scegliere, a dire no, a fidarsi della propria voce, a liberarsi dal senso di colpa.

Non è più la donna che teme di restare sola: è la donna che sa di potersi bastare, e da lì può davvero amare.

Perché il vero coraggio non è non avere paura.

È guardarla negli occhi, attraversarla, e accorgersi che dentro di lei si stava solo preparando un nuovo inizio.

Come la pelle che si rinnova, come la vita che, ogni volta che la lasci fare, trova sempre il modo di rinascere.

Immagine di Giulio Fasiello

Giulio Fasiello

Operatore Certificato - Thetahealing®

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